
Armando Calvelli da sempre è stato affascinato dalla sua terra di origine, la Toscana. Attratto dalle chiese e dagli affreschi in esse contenuti, dalle sculture e scritture ha subito il fascino dell’antico e della storia trasferendo la sua passione nell’arte. Ammirando gli affreschi, specie quelli consumati dal tempo, attua pannelli in cui trasferisce la sua propensione per la figura umana sempre al centro della sua rappresentazione. Fuoriescono dalle soluzioni stratigrafiche uomini, sculture, angeli che quasi magicamente si palesano all’osservatore a seguito di una ricerca attenta, calibrata, studiata e grandemente resa tra sovrapposizioni diverse. Scortica, acidifica e appone per dare vita ad opere che sono piccoli capolavori dal senso estetico classico; un lavoro intenso e certosino si cela in ogni opera d’arte. Un’arte da studiare ed osservare a lungo per coglierne ricerca e studio, dettagli e sorprese. C’è un forte impatto emozionale a prima vista, ma tutto non termina nella figura rappresentata perché sul fondo si apre un mondo fatto di intenso lavoro e istinto. Una mano sapiente, si muove con maestria sul supporto, passando dall’aerografo alla macerazione della carta in olio e acqua finchè ogni strato non raggiunge la leggerezza sottile della pelle che si adagia allo strato precedente per creare una stratificazione complessa in cui si intravedono le trasparenze, esattamente come un affresco consumato dal tempo. Non c’è dubbio che si tratti di un’arte inconsueta realizzata con una tale maestria da non avere paragoni nel panorama artistico contemporaneo.