Sopra una consolle

Sopra una consolle è un titolo curioso per una esposizione personale d’arte.  

In questo evento segna il principio della creatività, dove tutto comincia. E’ sopra una consolle in casa che nasce l’arte di Luigi Senia, un pochino scomodo, nel cuore della notte si destreggia tra ricordi,  emozioni,  sensazioni e, adagiato su di essa, lascia che la sua multipersonalita’ emerga.

C’è una straordinaria varietà di personalità che abitano l’artista e, tutte, diversamente,  affiorano  nella sua arte. Come un ricercatore interdisciplinare, questa arte nasce da processi intimi ed interiori, articolati e complessi. L’identità creativa incorpora quella analitica e sperimentale, diversi sono gli elementi utilizzati per la creazione delle opere d’arte, unendo il riciclo alla maestria artistica. 

L’idea di adoperare materiali già usati non è nuova, molti artisti del Novecento hanno preso oggetti comuni o rifiuti come parte delle loro opere.

Trasformare rifiuti in opere d’arte significa dare una seconda vita ai materiali.

Ma in Senia non c’è solo questo. 

La creatività libera gli consente soluzioni grandemente originali, vecchi libri di matematica, divengono strato per accogliere volti femminili e maschili tratteggiati come schizzi, abbozzati confusamente a rimarcare i moti intimi di un artista che ha scelto di essere tante persone e che, in ognuna di esse, lascia emergere delicatezza educata ed eleganza eccelsa.

Tutte le opere godono di una particolare intensità. 

La prima cosa che colpisce è l’uso del segno, linee aggrovigliate e ripetute costruiscono volti più per accumulo che per contorno, dando una forte sensazione di movimento interiore. Gli occhi, più scuri e concentrati, diventano il vero centro emotivo, sembrano quasi risucchiare lo sguardo di chi osserva. I volti appaiono incompleti, instabili, come se stessero emergendo o dissolvendosi allo stesso tempo. Sono ritratti dell’interiorità  piuttosto che rappresentazioni realistiche. Il contrasto tra le zone più definite (occhi, naso, bocca) e quelle lasciate quasi aperte rafforzano l’idea della multipersonalita’ che è filo rosso di tutta la ricerca che, nel  complesso, comunica introspezione e forse anche vulnerabilità. Questa arte ti obbliga a fermarti e a sentire qualcosa, più che a capire subito, secondo un intento espressivo ed emotivo.

Alcune opere, interamente realizzate con tessuto, tra fili sciolti e materiali tessili non rifiniti, danno una forte sensazione di fragilità, come se la figura fosse in parte in costruzione e in parte in disfacimento. Colpisce l’opera realizzata su rete,in cui emerge evidente il rapporto tra controllo e caos: il volto è riconoscibile, mentre il corpo e i capelli si dissolvono in fili, nodi e strappi. Il vuoto dello sfondo contribuisce ad isolare la figura e ne amplifica la solitudine.

E’ un’arte viscerale, le opere sono altamente comunicative, tutte molto intense, l’uso del collage, le pagine stampate, strappate e sovrapposte danno profondità e una sensazione di memoria, di tempo vissuto. Il testo diventa parte del volto, quasi come se i pensieri e le storie fossero incisi nella persona. I disegni, decisi, ma sensibili, dialogano con lo sfondo irregolare, creando una tensione emotiva interessante e comunicano introspezione insieme a fragilità e riflessione. Ogni opera è un lavoro maturo, che unisce tecnica e concetto, non solo ritratti, ma una riflessione sull’identità, sulla memoria e sulla voce interiore.

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