
Un percorso espositivo che raccoglie un’intensa selezione di opere dedicate all’indagine sul gesto, la materia cromagnetica e la composizione ritmica nell’arte astratta, questo e’ Segno dopo segno. E’ un punto d’arrivo e, al contempo, un nuovo capitolo nella maturità artistica di Guglielmo Clivati. Le opere in esposizione esplorano il sottile confine tra l’ordine geometrico-spaziale e l’urgenza dell’istinto pittorico. Dominata da una vivace palette in cui spiccano campiture di giallo solare, profondi contrappunti di blu e nero ed energici accenti cromatici, la pittura dell’artista trasforma la superficie della tela in un campo di forze dinamico e vibrante.Clivati concepisce il “segno” non come semplice cifra stilistica, ma come traccia primaria dell’esistenza, scansione del tempo e registrazione del respiro interiore.

La ricerca pittorica di Guglielmo Clivati si fonda su una rigorosa ma viscerale grammatica del gesto. La mostra “Segno dopo segno” esplicita fin dal titolo il cuore pulsante di questo percorso, un’esplorazione progressiva dove la linea, la macchia e il segno si sovrappongono per costruire una sintassi visiva in continua evoluzione identificati in uno spazio altrove.


All’interno del corpus di opere, l’elemento spaziale primario è spesso affidato a un giallo intenso, atmosferico e quasi celestiale. Questo colore non agisce da mero sfondo passeggero, ma si comporta come una vera e propria cassa di risonanza luminosa. Sopra o dentro quest’ampia distesa solare, Clivati fa irrompere il segno, masse convulse e graffiate di blu, verdi profondi, neri e terre bruciate. L’effetto visivo oscilla costantemente tra la sospensione lirica e l’esplosione dinamica, l’artista non si abbandona mai al caos puro, ma contiene il gesto all’interno di campiture delimitate, ditti o partizioni orizzontali e geometriche. In diverse composizioni fa la sua comparsa un elemento emblematico: una fenditura scura o una goccia che scende dal margine superiore della tela. Questo intervento verticale agisce come un punto di rottura, una sutura o una ferita che mette in comunicazione la dimensione dell’opera con l’infinito che la circonda.

Spingendosi oltre la bidimensionalità del colore steso, Clivati tratta il supporto come un corpo da incidere. In questo processo, il titolo ‘Segno dopo segno’ rivela il suo significato più intimo, ogni gesto è una traccia irripetibile del tempo dell’artista, un accumulo di memoria e di tensione emotiva. L’intera produzione di Guglielmo Clivati invita a un’osservazione contemplativa, tra l’incandescenza dei fondi luminosi e la rugosità dei solchi scuri, l’artista dimostra che tracciare un segno sulla tela è un atto di presenza consapevole, una ricerca poetica in cui la forma astratta si fa specchio e misura del mondo interiore.


