B&N a COLORI

17 – 31 MAGGIO 2022

Un’esposizione al femminile dedicata interamente alla ritrattistica contemporanea. Due mani artistiche molto diverse tra loro, una fervida nelle cromie tra rosso e oro, intensa nel tratteggio di donne di ogni nazionalità, l’altra dedita al piccolo formato, legata al mondo televisivo, teatrale e cinematografico. Il carboncino e l’acrilico, il mondo femminile come indagine di ricerca e la vastità di ciò che la propria mente detta, questo è l’esposizione B&N A COLORI  di Anastasia Yanchuk e Giorgia Pelloni.

Anastasia Yanchuk evidenzia i dettagli del corpo femminile, la sensualità, l’ironia, la postura, il gesticolare mostrando l’universo di una donna e lo fa con una grazia grandiosa. Pulizia estetica, precisione, bianco, rosso, oro e un po’ di nero ad inquadrare il tutto rendono le opere perfette come se fossero scatti fotografici. C’è un rigore straordinario in ogni opera che pare la declinazione di un universo ben studiato in cui la luce, seppur non evidentemente attenzionata dall’artista, funge da reale protagonista accentuando e sopendo i toni nell’attimo giusto in cui lo sguardo si posa. E’ maestrìa quella della Yanchuk grazia alla quale ogni opera si pone come un piccolo capolavoro.

Giorgia Pelloni ha una mano rapida e con pochi tratti striscia, quasi consumandolo, il carboncino per delineare molti volti femminili, pochi maschili, come se fossero appunti da sketchbook. Una mano che da sempre dipinge per sfogo, passione e certezza individua un fotogramma di volti facilmente riconoscibili che con entusiasmo attraggono il pubblico nel riconoscimento del personaggio. Non esiste la banalità nella Pelloni, perché la sua impulsività non lascia spazio a ripensamenti, sistemazioni, i personaggi si pongono lì, pronti ad essere osservati, come sono abituati da sempre. E’ la rapidità del tratto a fare la differenza, quella mano che sa perfettamente ciò che deve realizzare e che lo fa con una destrezza che ha il sapore di una grande esperienza. In realtà per la Pelloni non si tratta di esperienza, lei l’arte la sente nel profondo delle viscere, la vive dal profondo, è per questo che le opere sono evientemente segnate, ripassate e strofinate, ognuna contiene traccia della sua passione recondita e latente.

Un’esposizione non da osservare, ma da sentire, come si fa in pochi importanti circostanze.

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