Finchè sarà

Finchè non avrai fiducia in te stesso la tua non sarà vita

Rocky Balboa, USA,2006, 20th.Century Fox

Roberta Gelsomino è il prototipo della semplicità, uno di quegli artisti che si definirebbe outsider dell’arte contemporanea che ha, invece, cominciato a perdere la sua timidezza a favore di una fermezza e determinazione artistica che riuscirà ad imprimersi nel panorama artistico contemporaneo con un garbo che da sempre le appartiene . Disegna da quando era piccola volendo esprimere le sue idee e il suo concetto del mondo attraverso linee e cerchi di colori brillanti ed intensi che definiscono il suo brio e il suo animo effervescente. Disegnare per la Gelsomino oltre che dipingere, poichè non mancano tentativi su tela di acquerello e pastelli acquerellabili, è come tratteggiare e colorare tutte le sfere umane che la circondano, per questo ogni ricerca è uno studio ai diversi aspetti della sua vita, si assiste alla sezione ‘hot’ in cui corpi di uomini e donne ostentano intimità con una schiettezza che mai sfocia nella volgarità, si sperimenta la ‘concettualità’ che è ha una funzione terapeutica tra lettere e forme cuneiforme alternate a toni brillanti, si studia la ‘ritrattistica’ che è la sezione più numerosa in cui emerge un’attenzione minuziosa ai dettagli, agli sguardi e alle pose e, infine, si diverte con il ’mixeD’ che è un segmento artistico data la minima produzione in cui approcci vegetali si alternano a bozze di animali.

L’artista non ha uno stile convenzionale ed è in questo che si differenzia volutamente poiché nei suoi tratteggi è percepibile il piacere del disegnare, ha messo in tasca il talento dei grani artisti che l’hanno nutrita consentendole una padronanza del colore e della linea. Siamo di fronte a creazioni viscerali poichè l’arte arriva dove non giunge la parola ed in lei non c’è aderenza ad un canone o ricerca di perfezionamento continuo, vi è solo genuina manifestazione di un profondo sentire di inestimabile valore. Roberta Gelsomino dice di danzare con i colori ed invece c’è la leggerezza del volo di una farfalla nelle sue opere, nel momento in cui l’ala entra nell’aria, in quello detto tecnicamente ‘bordo d’attacco’, si crea un tripudio che non è un semplice moto che va avanti e dietro, ma è un roteare continuo: ebbene quel girare è un volteggiare continuo con i colori che non conosce sezioni o ricerche e che si evidenzia grandemente in ogni opera.Il percorso espositivo si snoda in modo snello e divertente, quasi una caccia alla comprensione poiché il titolo della mostra, ispirato ad uno dei film preferiti dell’artista, Rocky Balboa, si snoda sulle pareti allestite ad hoc in una voluta mescolanza di tutte le ricerche affrontate dall’artista. Così, l’osservatore dovrà rintracciare il titolo espositivo insieme a scrutare i dettagli di cui ogni lettera è composta.

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