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Tuttiabbiamo bisogno che qualcuno ci guardi.

A seconda del tipo di sguardosotto il quale vogliamo vivere potremmo esser suddivisi in quattro categorie.
La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo diun pubblico.

La seconda è composta da quelli che per vivere hannobisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti.

Si trattadegli instancabili organizzatori di cocktail e di cene. Essi sono piùfelici delle persone della prima categoria le quali,

quando perdonoil pubblico, hanno la sensazione che nella sala della loro vita sisiano spente le luci. Succede, una volta o l’altra, quasi a tutti.

Le persone della seconda categoria, invece, quegli sguardi riescono aprocurarseli sempre.

C’è poi la terza categoria, cui appartengono quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della personaamata.

La loro condizione è pericolosa quanto quella degliappartenenti alla prima categoria:

una volta o l’altra gli occhidella persona amata si chiuderanno e nella sala sarà il buio.

E c’èinfine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro chevivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono isognatori.”
(
Milan Kundera - L’insostenibile leggerezza dell’essere)

 

Tutti siamo osservatori.

Tutti rientriamo in una delle categorie di Kundera.

In fondo, l'arte è il fulcro dello sguardo umano e necessita di essere osservata prima di essere intesa, apprezzata e custodita.

Un’esposizione particolare perché chiunque potrebbe essere posto in uno spazio in cui bisogna essere osservati da sguardi ‘di categoria’.

Invece non ci sono artisti comuni, ma espressioni di felice rappresentanza dell’arte contemporanea in cui la figurazione è una compagna di fiducia che urla in modi e forme estremamente diverse: Tiziana Thirta Giammetta, Renato Giorgio, Amelia Saladini, Sara Zamperlin si confrontano tra materia,colore e volti giganti in una figurazione ora esplicita ora segretamente percepibile nelle gestualità rapide o piccole e ravvicinate.

Renato Giorgio è un maestro d'arte che nasce con la grafite e si evolve nella concettualità di paesaggi tratteggiati rapidamente in cui cielo e terra si incontrano in un filo centrale di congiunzione da cui tutto parte e tutto si evolve. Si sente libero nei suoi paesaggi astratti di divertirsi tra cieli, orizzonti, lune e cave poiché l’arte, per lui, è come il volo per gli uccelli: indispensabile e congenita. Tiziana Thirta Giammetta si cimenta in volti grandi dai toni intensi, in un contrasto visivo di grande impatto ed eccezionale grandiosità poichè la magia di quell'arte sta nlle opposizioni tra i monocromi del fondo e il tratto che individua i volti: con soli due colori tutto si compie. La cura del dettaglio è mirabile, dagli orecchini femminili alle unghie, ma gli sguardi sono i reali attori di scena, solo loro riescono a dire della magia di una mano creatrice così profondamente arguta ed amante dell’arte, così scintillante come quegli occhi da poter essere annoverata tra grandi artisti contemporanei. Amelia Salladini si esprime con piccoli tratti di colore che, affiancati con minuzia, individuano grandi creazioni dove ora alberi ora una grande luna consentono allo sguardo di convertire l'attenzione; non si comprende da subito che siano paesaggi, reali o dell'anima poco importa, solo uno studio attento consente di perdersi in quegli orizzonti, in quei cieli di grande suggestione. L’ho vista destreggiarsi in tanti colori, in tante forme: tutte grandiose, tutte sottili e raffinate nella presentazione, ognuna originalissima nella tecnica. E’ pur vero che l’arte possa essere definita contemporanea se si avvale dei mezzi del presente insieme ad un’idea geniale, ma a cosa serve la mente se la tecnica, quella imponente e grande come quella della Saladini, viene a mancare? Alla Salladini basta poco per realizzare una grande opera perché gode di una maestrìa e grandezza tecnica che pochi oggi detengono espresse in ogni opera sempre diversamente. Sara Zamperlin è istinto geniale a primo acchito, è un'arte viscerale che emerge in posizioni ed espressioni inconsuete, un'arte matura ed energica, certa di una grandezza interiore che la particolarizza e la diversifica dalla comune figurazione. Un’originalità introvabile la caratterizza e per questo lei attua creazoni‘speciali’: non si può dire altro di una giovane brillante mano che si esprime nella non convenzionalità per dire dell’interiorità, dell’intimità di ognuno. Ma tutto non si ferma nei sensi di quei chewingum spiaccicati sul viso o di quei volti che si auto dipingono poichè tutto ciò è visibile grazie ad una mano altamente qualificata, dove gli sguardi raggiungono gli animi di tutti e le luci lasciano intendere ogni senso. Un’arte che andrà lontano non perchè innovativa nell’espressione ma perché immensa nell’idea generatrice e maestosa nella resa finale.

 

Anna Soricaro

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