Il tema prescelto per questa sesta edizione è ‘il tempo e le trasformazioni che esso impone con la necessità di adeguamento’. Partendo dal presupposto che la cultura è un valore intrinseco di una società, volàno e prova al contempo della sua evoluzione, l’idea progettuale di questa edizione mira, dopo sei anni, a sottolineare il rinnovato ruolo dell'arte come opportunità di sviluppo del territorio e ad evidenziare l'ampiezza assunta negli ultimi anni da questo ambito di ricerca. Il tempo è costante di ogni operare quotidiano e le trasformazioni che esso impone sono vincolo per l’uomo a cambiare, adeguarsi, accettare. Un percorso artistico inusuale e ben diverso dalle precedenti edizioni: l’illuminazione serale, la musica e le installazioni guideranno l’osservatore in uno spazio reale ma surreale per la magia coinvolgente ed avvincente,  un percorso culturale e naturale. Roberto Adani si adegua al tema prescelto con l’opera ‘12centimentri’ in ricordo del terremoto del 29 maggio  2012 in Emilia in cui il territorio si è spostato di 12  centimetri. Evidenziando come un niente può sconvolgere la vita di un intero territorio, a dimostrazione di quanto l'uomo sia fragile di fronte agli imprevedibili eventi naturali. Franco Bolzoni si avvale di una corposa materia ispirato dal processo di mummificazione espone una serie di personaggi noti e non,  mentre sono condotti dal “Traghettatore” nel regno dell'aldilà; Elena Bussotti utilizza la resina per una creare un "contenitore" di materiali (rete metallica, stoffe e resina) pronto a fondersi con l'ambiente circostante destinato a consumarsi a causa degli agenti atmosferici; Federico De Sanctis sfrutta la naturalità della location per realizzare un disegno-scultura con le varie pietre (di piccola e media dimensione) presenti sul posto: una composizione che simula un teschio umano o animale la cui dimensioni dipendono dalle dimensioni delle stesse pietre rinvenute, Laura Fonovich utilizza la serigrafia per completare tre scatole per indicare le domande complesse intorno a cui si sviluppa il libro della vita mentre ogni disegno ne rappresenta una pagina: passato – presente – futuro;  Giuseppe Inglese crea una traccia di esistenza umana, una figura scarna, in metallo e resina, assente come un fantasma, come gli elementi di un paese abbandonato,  traccia di un'esistenza vissuta e consumata dal (e con) il luogo in cui si manifesta, un uomo seduto, accovacciato come essenzialità del vivere; Pier Domenico Magri installa grandi vele di colore, imponenti, colorate, grandiose ali con cui sovrastare il tempo che passa e supervisionare tutto con piacevolezza; Diego Zuodar rappresenta la leggerezza dell’essere umano vicino al tempo che scorre, la spregiudicatezza e sfrontatezza di essere superiori e superficiali agli eventi attraverso l’uso dello spray su pvc.

pier domenico MAGRI

laura FONOVICH

roberto ADANI

franco BOLZONI

elena BUSSOTTI

diego ZUODAR

federico DE SANCTIS

giuseppe INGLESE

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