Muovendosi in una direzione artisticamente nuova, aspirando ad analizzare i fenomeni percettivi, Elio Pastore individua una scienza dell’arte singolare e geniale. La geometria e la fisica sono i termini di valutazione ricorrenti che divengono elementi di un linguaggio universale che si trova alla base di ogni opera d’arte, linguaggio che diviene nuovo strumento artistico, ma anche atteggiamento di vita: l’alternanza di colori che oscillano dal rosso, giallo, verde al bianco e nero rimanda alla ‘scacchiera della vita’ intrisa di alti e bassi, gioia e dolore. Le immagini sono vere e proprie illusioni ottiche e serbano un esclusivo processo di percezione che rende l’osservatore partecipe dell’opera attraverso la reazione/interpretazione davanti ad essa. Un linguaggio, pertanto, nuovo, pulito, scientifico. L’innovazione apportata da Pastore sta a anche nei materiali, il computer, l’alluminio sono rispettivamente il mezzo e uno dei supporti, senza abbandonare la ‘vecchia’ tela e la ‘consueta’ intrusione pittorica; pertanto, in un iter nuovo nell’approccio con l’osservatore l’idea è il volano dell’artisticità.

<Opere allargate> definirei quelle di Pastore, perché la definizione di ogni lavoro viene ultimata e  determinata dalla percezione di chi guarda e solo così la forma si definisce. Il digitale è impiegato attraverso i frattali, la modellazione, il rendering 3D, la pittura digitale, tecniche a volte sovrapposte, senza mai partire da una immagine fotografica, tutto realizzato e sviluppato al computer. Le incisioni laser apportano una elevata riforma nell’arte poiché sono incisioni per punti piccolissimi, inferiori agli stessi pixel, di una lastra di metallo nera che consente di ottenere un effetto monocromatico eccezionale.

Reinventando la grafica moderna Elio Pastore si distingue nel binomio tecnica - qualità, poiché introduce rinnovamento nella formulazione artistica ed eleva l’opera d’arte ad un pregiato oggetto morbido nelle sfumature del grigio e luminoso nei toni chiari. Mi pare di correre indietro con la memoria a riprendere le antiche puntesecche dalla cui incisione scaturivano barbe che rendevano la grafica dell’ottocento morbida, elegante e raffinata, senza eguali:  partendo dalla soluzione grafica trascorsa, Elio Pastore compie un’ascesa smisurata, altamente evolutiva nell’unicità che ogni incisione laser detiene.

Non esiste puro decorativismo nell’arte dell’artista piemontese, universalità, adeguamento con i tempi piuttosto. Spesso si cerca di individuare la genialità artistica nelle tradizionali opere d’arte e nell’unicità che esse dovrebbero detenere, mi permetto di smitizzare ciò scoprendo che l’arte in questione è ‘un’arte in cammino’, come lo studio degli scienziati. Analizzando l’origine dell’universo attraverso linee ondulate che si susseguono e si intersecano, l’artista crea un movimento all’interno dei suoi quadri che chiamerei ‘filler’, perché al colore base si aggiungono sempre nuovi elementi in un gioco, che è poi l’origine del mondo, che potrebbe essere infinito.

L’arte  è sempre figlia dei suoi tempi e a seconda di chi vive e racconta il suo tempo si crea una storia diversa, sensibilizzata e rara. La sperimentazione del computer in campo artistico inizia sul finire degli anni Sessanta trovando posto nella computer grafica, ma alla grande evoluzione si assiste nel Novecento, con la diffusione di programmi che hanno emesso i mixed media, la contaminazione tra pittura, fotografia, cinema, video.

Ritengo fermamente che Elio Pastore abbia determinato un ulteriore passo avanti nel ventunesimo secolo introducendo un’arte dinamica e atipica, proprio perché non estrapolata da nessun contesto ed eseguita secondo l’idea posta direttamente al computer identificando un movimento musicale e matematico insieme, sviluppando un flusso ritmico che comprende anche il tempo.